Viaggi del gusto

In Siberia ogni pasto inizia con mezzo litro di vodka

Siberia, vasta regione della Federazione Russa, attraversata dalla celeberrima Transiberiana, poichè gli inverni sono lunghissimi e freddi e le distrazioni sono rare, i pia­ceri della tavola hanno una grande importanza. Il piatto nazionale è il “pilmeni“, ravioli dei colonizzatori russi, che si conservano per molto tempo, essiccati e congelati. L’esploratore americano Littlepage così descrive la vita che si svolge in Siberia: «Inoltrandosi nella taiga, riempiono il loro carniere con l’indispensabile samovar. Durante le soste a -90° C, fanno bollire l’acqua nel samovar, vi gettano i pilméni, li mangiano, e poi dormono sotto la tenda».

Il salmone è la base della gastronomia di questo paese. La panna fresca, il latte di giumenta o di renna arricchiscono una cucina contadina alla quale il salame russo, il famoso kolbassa, reca una nota di rilievo con uova e cetrioli. I formaggi dell’Altaj sono cremosi e profumati. Si mangia molta carne. Il salame d’orso, non tanto cattivo, si mangia con rafano e panna, e la carne di renna si consuma con contorno di piselli passati e cipolle. Nella regione del Baikal, 1’omul, delizioso salmonide dal gusto di trota, è diventato un’istituzione: tutti i pranzi festivi lo prevedono. Il chir, pesce d’acqua dolce, è pure molto apprezzato. Al nord, si cucina l’ukha, zuppa di pesce simile al cacciucco. Se volete, potete anche assaggiare le bistecche di balena. La cucina cinese è molto diffusa in tutto l’Estremo Oriente.

Ogni pasto «alla siberiana» inizia sicuramente con la vodka: c’è chi arriva a berne facilmente anche un mezzo litro. La vodka accompagna, nella sapiente successione dei brindisi, il caviale, i gamberi e le insalate con maionese che precedono i brodi e le tagliatelle al dente, prima di arrivare alle cose serie! In Siberia, il grado alcolico della vodka non è sempre lo stesso ma varia a seconda della latitudine in cui ci si trova…